Smartworking

Smartworking ai tempi del coronavirus, una scelta obbligata

Quel che è certo è che al termine della pandemia di Covid-19 nel nostro Paese nulla sarà più come prima. E’ lecito scommettere sul fatto che saranno tante le aziende che continueranno a mantenere e ad adottare lo Smartworking, inteso anche come lavoro a distanza.

Nella stessa misura in cui l’istruzione classica potrebbe avere una svolta decisa in direzione dell’e-learning.

Smartworking in forte crescita dopo il decreto “Io resto a casa”

Si stima che, dopo il varo del cosiddetto decreto ‘Io Resto a Casa’, in Italia il numero dei dipendenti in Smartworking sia raddoppiato nel giro di poche settimane passando dal 2% al 4% del totale.

Sono numeri destinati a crescere in quanto, come sopra accennato, la pandemia di coronavirus andrà a cambiare radicalmente in Italia le modalità di lavoro. Questo è quanto già rilevato dai gestori telefonici che hanno rilevato un sensibile aumento del traffico dati sulle linee fisse.

Ai tempi del coronavirus, infatti, lo smartworking impone l’uso di strumenti e di servizi digitali a partire dai software per messaggistica istantanea, e passando per i programmi e le app per le teleconferenze.

Le differenze tra lo smartworking ed il telelavoro

A causa della drammatica crisi sanitaria, in Italia si sta così sperimentando per la prima volta, su vasta scala, il modello del lavoro a distanza.

Non bisogna però confondere lo smartworking con il telelavoro. Con il primo è il lavoratore a decidere quando e se vuole andare in ufficio. Col telelavoro invece si definiscono quelle attività svolte forzatamente a distanza o per disabilità, oppure perché la distanza dal luogo di lavoro è rilevante.

8,2 milioni di lavoratori possono svolgere le mansioni assegnate anche da casa

Stando ai numeri pre-coronavirus, gli smart workers in Italia erano 570 mila per poi aumentare di ben 554 mila unità al 13 marzo del 2020 in accordo con i dati forniti dal Ministero del Lavoro.

E così, come sopra accennato, il traffico dati da casa ha fatto registrare picchi di rialzo fino al 50% mentre i Consulenti del Lavoro, ai tempi del Covid-19, hanno fatto presente che complessivamente nel nostro Paese ci sono la bellezza di 8,2 milioni di dipendenti che svolgono mansioni che si potrebbero portare avanti anche da casa.

Perchè non sempre è facile lavorare da casa in Italia

Tuttavia la vita lavorativa dello smart worker in Italia, non è sempre semplice in quanto ci sono molte criticità.

Si spazia infatti dalla visione tradizionale del lavoro da parte delle aziende alla loro arretratezza, spesso, a livello tecnologico, e passando per il digital divide, ovverosia per le zone dell’Italia dove a casa non è possibile sottoscrivere servizi di connessione ad internet in banda larga.

Basti pensare che, rispetto ad una media europea del 60%, in Italia la copertura della banda larga ultraveloce è pari a solo il 24% della popolazione. Il che significa che è difficile, se non impossibile, lavorare in smartworking nelle zone non coperte che in genere si trovano nelle periferie, nelle campagne, nelle zone montane e spesso pure in interi quartieri di grandi città.

Le grandi aziende sono più preparate per far lavorare i dipendenti da casa

A livello dimensionale, sono le grandi aziende quelle più preparate in Italia, a livello organizzativo e tecnologico, per lo smartworking.

Al riguardo, per settore, spiccano per il lavoro da casa le grandi società di telecomunicazioni, ma anche banche, compagnie di assicurazione, società di produzione, fornitura e distribuzione di elettricità e gas, e pure le grandi aziende che hanno fabbriche che si possono in prevalenza controllare e gestire a distanza.

Nel complesso, con ogni probabilità quella corrente rappresenta una fase di non ritorno per lo smartworking in Italia.

Probabilmente le imprese capiranno e toccheranno con mano tutti i vantaggi a partire dalla riduzione degli spazi ai minori costi gestionali.

Ed il tutto a fronte di una produttività del lavoro che a regime tende ad essere sempre più alta.

Strumenti necessari per lo SmartWorking

Per essere espletato lo SmartWorking richiede alcuni strumenti hardware e software in grado di collegare lo smartworker stesso all’azienda di riferimento ed ai suoi clienti.

Per prima cosa è necessaria una connessione ad internet ed un PC o un Notebook (meglio se abbastanza performante, di ultima generazione). Dando per scontato che lo smartworker sia munito di questi due elementi indispensabili, vediamo quali altri strumenti necessitano per svolgere tutte le mansioni richieste.

Software

Fra i software sono da considerare quelli necessari per svolgere il lavoro, quindi quelli propri dell’azienda come ad esempio i programmi gestionali che dovranno essere accessibili da remoto (tecnologia cloud, un ottimo servizio è quello offerto da Aruba), ed in più quelli di comunicazione fra le parti, dove possono essere utilizzate ad esempio piattaforme di messaggistica come Skype o Google Hangouts.

Smartworking

Per le comunicazioni fra lo smart worker ed i clienti per l’azienda per cui lavora, l’ideale sarebbe quello di utilizzare un centralino Voip un Virtual Cloud.

Questo per evitare deviazioni di chiamate o che lo smart worker debba utilizzare il telefono personale per interagire con i clienti della ditta per cui lavora.

Vi segnalo quindi un paio di ottime aziende italiane a cui potersi affidare per il servizio di Centralino Telefonico Virtuale (appunto il Cloud)

Hardware

Per quel che concerne l’hardware invece, risulteranno sicuramente utili delle cuffie con microfono professionali (meglio se wireless) per le chiamate e le videochiamate , ed un power bank che sarà utile soprattutto se si opera con il notebook.

Infine, potrebbe essere utile (anche se probabilmente non indispensabile) una stampante / scanner per una eventuale stampa e scansione dei documenti. Vediamo qualche offerta sull’hardware necessario per lo smartworking:

Conclusioni

A conclusione di questo lungo articolo spero di aver dato delle delucidazioni ad aziende e smart worker interessati (o costretti) a questo tipo di attività a distanza. Come sempre ho cercato di prendere quante più informazioni possibili dalla rete documentando le ed approfondendole, e sperando che tutto ciò possa esservi stato utile nonchè di vostro gradimento.

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Grazie come sempre ed alla prossima!